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È davvero necessario ricaricare lo smartphone solo con il caricatore originale?

10 ore fa
Tempo di lettura: 5 min
È davvero necessario ricaricare lo smartphone solo con il caricatore originale?

No, è un mito. I caricabatterie originali sono di solito di buona qualità, ma non sono l'unica opzione sicura. Un caricatore universale o un power bank di un produttore affidabile può ricaricare lo smartphone con la stessa sicurezza e, in molti casi, alla stessa velocità, offrendo inoltre ciò che l'adattatore originale di solito non ha: più porte, supporto per diversi protocolli e la possibilità di ricaricare con un solo dispositivo sia lo smartphone sia il notebook.

Di seguito vedremo quali sono i limiti dei caricabatterie originali, quali protocolli universali supportano gli smartphone, come scegliere un'alternativa e perché il cavo è importante.

I limiti dei caricabatterie originali

I caricabatterie originali, soprattutto quelli inclusi nella confezione, sono progettati per uno smartphone specifico. Da qui derivano i loro svantaggi tipici:

  • Dimensioni e peso. Gli adattatori inclusi sono in genere grandi e pesanti.

  • Una sola porta. Il caricatore originale ha di solito una sola porta di uscita e può quindi ricaricare un solo dispositivo.

  • Supporto limitato dei protocolli. I caricabatterie originali spesso supportano pochi protocolli di ricarica rapida. Gli adattatori Apple funzionano solo con il protocollo PD, mentre la modalità AVS è presente solo nel 40W Dynamic Power Adapter. I caricabatterie Xiaomi inclusi erogano 90-120W agli smartphone Xiaomi, Redmi e POCO tramite il protocollo proprietario, mentre agli smartphone di altri marchi e ai notebook restano i protocolli standard a potenza inferiore: secondo Xiaomi, il suo caricatore 120W Type-C ricarica i notebook solo fino a 65W tramite PD e non supporta affatto PPS.

  • Cavo proprietario. Per attivare la modalità ad alta potenza, i caricabatterie Xiaomi e OnePlus richiedono il proprio cavo. Senza di esso, il caricatore funziona di norma solo con i protocolli universali di base a bassa potenza.

Quali protocolli universali supportano gli smartphone

Oltre ai protocolli proprietari (Xiaomi HyperCharge, SuperVOOC, SCP e altri), gli smartphone supportano spesso anche protocolli universali, comuni a produttori diversi:

  • USB Power Delivery (PD) con le modalità PPS e AVS. Si attivano con un normale cavo USB-C - USB-C, senza bisogno di un cavo proprietario.

  • UFCS. Protocollo universale con un principio di funzionamento simile a PPS. Il suo supporto è diffuso tra i produttori di smartphone cinesi.

  • QC. Il protocollo di ricarica rapida Quick Charge è datato e oggi se ne parla poco, ma è supportato dalla maggior parte degli smartphone. Funziona con un cavo USB-A - USB-C.

Lo smartphone sceglie da solo il protocollo supportato sia dal caricatore sia dal dispositivo. Abbiamo spiegato come funziona e perché una potenza disponibile maggiore non danneggia lo smartphone nell'articolo Cosa succede se si usa con lo smartphone un caricatore più potente?

Grazie ai protocolli universali, un caricatore alternativo può non solo ricaricare rapidamente il vostro smartphone, ma anche ricaricare contemporaneamente un notebook o uno smartphone di un altro marchio che a prima vista sembra incompatibile. La velocità di ricarica tramite protocolli universali dipende dal marchio dello smartphone:

  • Samsung, Google Pixel, Apple iPhone. Non ci sono problemi di compatibilità: Samsung e Pixel usano i diffusi protocolli PD e PPS, mentre iPhone usa PD. Apple stessa indica che per iPhone è adatto un adattatore di alimentazione USB-C da 20W o superiore, e adattatori di questo tipo sono prodotti anche da altri marchi. Per ottenere dal caricatore la massima potenza, occorre considerare alcune particolarità, spiegate negli articoli dedicati: Google Pixel Pro XL, Samsung Galaxy S26, iPhone e iPad.

  • Xiaomi, Redmi, POCO. Supportano PD, PPS e QC. La potenza con questi protocolli è inferiore rispetto alla modalità proprietaria, ma rimane sufficientemente alta. La situazione di questi smartphone è migliore rispetto a quella di OPPO e OnePlus. I dettagli sono nell'articolo Come e con quali caricabatterie ricaricare gli smartphone Xiaomi, Redmi e POCO?

  • OPPO e OnePlus. Con i protocolli universali la velocità è inferiore rispetto a quella ottenuta con i protocolli proprietari, ma resta accettabilmente alta se il caricatore supporta PPS o UFCS. Per esempio, nelle specifiche di OPPO Find X9 Pro sono indicati 80W con SuperVOOC, 55W con PPS, 44W con UFCS usando caricabatterie di terze parti e solo 11.7W con PD. Per questi smartphone, scegliete quindi un caricatore con supporto per PPS o UFCS.

Gli smartphone dei marchi cinesi citati, prodotti più di cinque anni fa, dipendono maggiormente dai protocolli proprietari: per esempio, OnePlus fino al modello 8T incluso, attiva la ricarica rapida solo con VOOC o SuperVOOC.

Come scegliere un caricatore al posto dell'originale

Preferite caricabatterie potenti con più porte o power bank di marchi di prima fascia: supportano più protocolli e sono più affidabili. Per qualità, i marchi si possono dividere indicativamente in due gruppi:

  • prima fascia: caricabatterie dei produttori di smartphone, Anker, AOHi, SHARGE, INIU, CUKTECH, SLIMQ;

  • seconda fascia: UGREEN, BASEUS.

Anche i marchi di seconda fascia hanno modelli riusciti, ma surriscaldamento e specifiche sovrastimate sono più frequenti rispetto ai marchi di prima fascia. Prima dell'acquisto, confrontate i protocolli indicati nelle specifiche del caricatore con quelli del vostro smartphone. Un potente caricatore multiporta offre anche vantaggi pratici:

  • Margine per altri dispositivi. La potenza disponibile permette di ricaricare un notebook o più dispositivi insieme: 2-3 smartphone oppure un notebook e uno smartphone. Nei caricatori multiporta, la potenza può essere ridistribuita tra le porte durante l'uso simultaneo: più spesso in proporzioni fisse (50/50, 70/30, 60/20/20 e così via), più raramente in modo dinamico.

  • Più protocolli. I caricatori potenti supportano spesso più protocolli, ma non è una garanzia: bisogna quindi verificare le specifiche del singolo modello.

  • Un solo caricatore in viaggio. Può ricaricare tutti i gadget, incluso il notebook: molti notebook moderni supportano la ricarica da adattatori compatibili con PD, anche se nella confezione è presente un caricatore proprietario senza PD, come avviene per esempio nei notebook Lenovo.

  • Porta USB-A. Alcuni caricatori multiporta mantengono questa porta ormai datata ma utile. Aiuta con i dispositivi USB-C che, a causa di un'implementazione imprecisa di USB-C, non si ricaricano da caricatori PD con un cavo USB-C - USB-C, ma si ricaricano tramite un cavo USB-A - USB-C.

Evitate i caricatori sospettosamente potenti ma molto compatti. Secondo i test del sito, questi adattatori in genere non riescono a erogare a lungo la potenza massima dichiarata: si surriscaldano e riducono l'erogazione. Questo è particolarmente importante se l'adattatore sostituisce il caricatore di un notebook che richiede un'alimentazione stabile per molte ore consecutive. La tecnologia GaN ha reso gli adattatori più piccoli e leggeri, ma la loro efficienza non è ancora perfetta e senza una buona dissipazione del calore possono surriscaldarsi.

Tutti i caricatori presenti su questo sito vengono testati sotto carico con misurazione del riscaldamento, quindi potete vedere i risultati del modello che vi interessa nel catalogo dei caricatori testati, oppure nella selezione dei migliori caricatori in diverse categorie, inclusi power bank e caricatori per auto.

Non dimenticate il cavo

Il cavo fa parte del sistema di ricarica e può diventare il collo di bottiglia. Un cavo USB-C - USB-C standard è progettato per una corrente fino a 3A, cioè fino a 60W a 20V, mentre per una corrente fino a 5A serve un cavo con e-marker, un chip che comunica al caricatore la corrente consentita. Scegliete quindi cavi con e-marker e marcatura 100W/240W: sono progettati per una corrente di 5A, sono adatti a ricaricare qualsiasi dispositivo, inclusi i notebook, e non limitano la potenza. Potete scegliere un cavo adatto nel catalogo dei cavi USB: per molti cavi sono riportati valori misurati della resistenza interna.

Conclusione

Il caricatore originale è una buona scelta, ma non l'unica. Un caricatore di qualità di un altro produttore ricarica lo smartphone in sicurezza e, di norma, abbastanza velocemente, se supporta il protocollo usato dallo smartphone: PD per iPhone, PPS per Samsung e Google Pixel, PPS o UFCS per OPPO, OnePlus e Xiaomi.

In cambio ottenete flessibilità: un caricatore multiporta con supporto per diversi protocolli sostituisce più adattatori originali e ricarica lo smartphone, il notebook e uno smartphone di un altro marchio, anche contemporaneamente.


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